Cosa dovremmo fare?
Giorgio Bongiovanni
Non vi posso dire quello che dovete fare, vi posso dire quello che noi abbiamo scelto di fare.
È una questione di coscienza. Sono più di cinquant’anni che riceviamo messaggi dal cielo, prima grazie a Eugenio Siragusa e poi attraverso questo vostro fratello che vi sta parlando, e le notizie che giungono ci parlano di un futuro nero, tenebroso, se il comportamento dell’uomo non cambierà. È vero che Gesù salverà il mondo, ma è pur vero che i prossimi anni saranno terribili. Se sappiamo questo, come possiamo pensare di avere lo stesso programma di vita dei nostri genitori? Come possiamo pensare a costruirci un futuro (un lavoro serio, una casa, una famiglia, il divertimento)?
Io ho due figli e so già che per loro non ci sarà futuro: ci sarà la crisi, la guerra, catastrofi naturali, miseria. Non posso pensare di mettere da parte soldi affinché loro si comprino una casa, né posso pensare ad andare in vacanza, a divertirmi. Posso solo pensare a farli studiare e poi a impegnarmi 24 ore su 24 per cambiare il futuro (nonostante quanto possa essere utopistico lo devo fare perché è il mio dovere). Quindi non ho tempo né per mettere da parte i soldi, né per comprare una casa, né per un futuro professionale perché sono in guerra. E cosa si fa quando si è in guerra? Si lascia tutto. Tutti i tuoi sogni li devi temporaneamente abbandonare perché devi fare la guerra che Cristo vuole che noi combattiamo e vincerla.