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Tutti uniti contro la guerra

Marco Marsili

Tutti uniti contro la guerra

Marco Marsili

Se fossi un sovversivo direi: “Artisti, compagnie teatrali, associazioni e movimenti vari, mettetevi immediatamente in contatto con i vostri corrispettivi in Russia, in Ucraina, in America ecc. ed organizzate quanto prima delle manifestazioni artistiche di protesta su larga scala, in contemporanea in più parti del mondo”. Se fossi un sovversivo, e gli enti preposti all’organizzazione di queste manifestazioni si rifiutassero di darvi il consenso, di collaborare, vi direi: “Organizzatevi comunque tra di voi, anche senza permessi ufficiali, perché è una questione di vita o di morte!

La stessa cosa la direi ai ricercatori, agli scienziati: “Mettetevi d’accordo con i vostri colleghi degli altri Stati ed organizzate una serie di scioperi in simultanea”.

Portuali di Trieste e non. Avete fatto tanto per il problema del Green Pass e dell’obbligo vaccinale ed ora che è in gioco qualcosa di ben più importante, ora che è in gioco la vita vostra, dei vostri cari e dell’intera umanità, dove siete? Avete protestato perché non potevate più andare liberamente a lavorare, perché non potevate più andare liberamente da nessuna parte (bar, palestra ecc.), ma vi interessa di più fare sport e andare a farvi l’aperitivo dal salvare l’umanità dal nucleare? Dove andrete a lavorare quando scoppieranno le bombe?

E allora, considerando che i potenti ascoltano solo la voce dei soldi (o dello sterco di Satana, così come li chiamava San Francesco), se fossi un sovversivo vi direi: “Bloccate i porti, fermate tutto. Resistete il più possibile all’aggressione delle Forze Armate senza prendervela con loro, che in quelle situazioni fanno un lavoraccio. Fate una colletta per farvi proteggere legalmente da avvocati con gli attributi, preferibilmente da esperti costituzionalisti che possano indicarvi qual è il modo migliore di agire nel rispetto della legge”.

Avete in mano un grande potere, siete voi a dettare legge in realtà. Quando vedranno che ci stanno perdendo soldi inizieranno a ragionarci sopra, è l’unico modo. Non sto parlando di rivoluzioni fuori legge, ma di manifestazioni e scioperi garantiti dalla nostra Costituzione. Il blocco delle attività economiche, come quelle gigantesche rappresentate dai porti, sono azioni serie, potenti, azioni che creano clamori e vengono ascoltate. Lo avete visto con le manifestazioni contro il Green Pass: appena vi siete allontanati dai porti per andare in città siete stati ridicolizzati, vi hanno riso in faccia… Quindi bloccate i porti, non le città. Bloccate tutto.

Se fossi un sovversivo direi: “Ragazzi, studenti. Occupate le scuole, fermate le lezioni, scioperate in massa. Possibilmente sempre in maniera legale, ma anche no”. Lo si è fatto e lo si fa tuttora per i motivi più banali (io stesso ho partecipato a più iniziative di questo genere quando ancora ero un baldo giovane), ma ora stiamo parlando del vostro futuro, della vostra vita e della vita dell’umanità. Tra l’altro, vedo che moltissimi di voi seguono Greta Thunberg e che in questo periodo stanno manifestando contro l’inquinamento… Dovete momentaneamente metterle da parte queste proteste, ragazzi, perché se scoppieranno le bombe atomiche non ci sarà più nessun pianeta da salvare, nessun problema climatico da evitare, nessun inquinamento per cui protestare, non ci sarà più manco Greta Thunberg! Ci saranno solo morte e distruzione, e anche voi giovani perirete e vi pentirete amaramente di non aver alzato la voce quando ancora ne avevate la possibilità, cioè adesso.

Con gli strumenti tecnologici che abbiamo oggi a disposizione possiamo veramente fare la rivoluzione civile. E allora se fossi un sovversivo vi direi: “Fatelo. Alzate immediatamente il telefono e create un gruppo WhatsApp “OCCUPAZIONE DELLE SCUOLE D’ITALIA”. Molti di voi sono minorenni quindi non sono perseguibili dalla legge come i maggiorenni; potete fare molto di più rischiando molto meno. Allora fatelo. Scioperate ad oltranza, fatevi sentire. Bloccate le strade con i motorini. Mettetevi a campeggiare con le tende nelle piazze d’Italia, davanti ai palazzi delle istituzioni. Vi mandano via? Benissimo, create dei gruppi d’azione: non appena le Forze dell’Ordine ne sgomberano uno sostituitelo con un altro di già pronto. E così ad oltranza, un gruppo dopo l’altro, per giorni, settimane o mesi se necessario. Finché la voce del popolo dei giovani d’Italia non verrà ascoltata.

Nella nostra Costituzione c’è scritto che l’Italia RIPUDIA la guerra. In base a questo compilate un foglio con le vostre richieste ed eleggete dei rappresentanti che le portino alle istituzioni. Esempio:

  1. Immediato ritiro dell’Italia da qualsiasi guerra;
  2. Immediata cessazione del rifornimento di armi all’Ucraina;
  3. Immediata sottoscrizione di un documento che garantisca la totale estraneità dell’Italia da qualsiasi azione di guerra;

Andate avanti con le proteste finché non avrete ottenuto ciò che chiedete, ma evitando in tutte le maniere gli scontri con le Forze dell’Ordine (che, ricordo, in quei frangenti svolgono un lavoro difficilissimo e meritano sempre il nostro rispetto). Se le vostre manifestazioni vengono sgomberate non opponete resistenza: fatevi trascinare via e il giorno dopo ricominciate tutto da capo. 

Se le cose vengono organizzate bene non c’è bisogno né di scontri violenti né di infrangere le leggi perché il popolo è una marea di gente. Nessuno può fermare il popolo, nessuno lo può vincere. Le Forze dell’Ordine sono in netta minoranza rispetto al popolo, rispetto anche solo a voi studenti, quindi potete tranquillamente, pacificamente, andare avanti per mesi e mesi, un gruppo dopo l’altro. Organizzatevi in modo che alle manifestazioni ci sia sempre una grande massa di studenti; studenti che in gran parte la sera torneranno a casa, mentre i gruppi d’azione “più tosti” resteranno lì accampati”.

Non è semplice, ma si può fare. Mentre ci pende una spada di Damocle sulla testa preferite forse continuare a scambiarvi i pornazzi su WhatsApp invece di organizzare la rivoluzione? Voi giovani siete la promessa del popolo, la crema. Dobbiamo bloccare la possibilità di questa guerra quindi siate forti, coraggiosi, lottate con tutte le vostre forze per evitare l’ecatombe nucleare.

Docenti, presidi, rettori. Unitevi anche voi alle proteste dei giovani, dei vostri alunni. Scioperate ad oltranza e fate sentire la vostra voce, forte e chiara, perché è la voce delle persone di cultura, degli intellettuali; è la voce di chi ha dedicato la propria vita allo studio, all’insegnamento. La vostra è una voce importante, ha un potere immenso. Se non fate qualcosa adesso domani potrebbe essere già troppo tardi. Lo vedete che sta accadendo veramente o siete diventati ciechi, sordi e menefreghisti?

Mamme, nonne. Se fossi un sovversivo vi direi: “Scendete in piazza con i vostri figli/nipoti e formate dei cordoni umani intorno ai palazzi delle istituzioni, intorno ai quartieri generali dell’esercito ed intorno alle basi militari NATO. Sdraiatevi a terra e formate delle barriere umane che blocchino il viavai dei mezzi militari”.

Pensate a quanto siete potenti, voi donne. Pensate a che potenza comunicativa-mediatica avrebbe vedere migliaia e migliaia di nonne, madri con i bimbi piccoli per mano e future madri con il pancione (tutti gruppi che non possono essere presi a manganellate, fra l’altro) che bloccano le operazioni militari ed i loro mezzi, o che circondano le fabbriche produttrici di armi per giorni e giorni. È un’immagine fantastica, potentissima.

Mariti, fidanzati. Se fossi un sovversivo a voi direi: “Sostenete le vostre donne. Portate loro cibo, acqua e tutto l’occorrente che gli necessita per portare avanti le proteste per giorni, settimane, mesi”. Quanti piatti fumanti vi hanno preparato le donne della vostra vita finora? Un’infinità, vero? È ora di ricambiare il favore.

Coppie di innamorati. Che ne dite di un bacio collettivo ad oltranza come forma di protesta pacifica davanti ai palazzi del potere? Baciatevi, abbracciatevi. Per giorni, settimane, mesi. Finché non verrà ascoltata la voce dell’amore del popolo.

A tutti quelli che recitano l’Om, l’Om Namah Shivaya ed i vari mantra. L’Om da solo non salverà il mondo. Babaji stesso diceva che l’Om Namah Shivaya è un mantra potentissimo, più forte della bomba atomica e ad idrogeno, ma che è inutile se non è unito alle azioni dell’attivismo sociale, alle opere. So che Marina Tonini ed il suo gruppo hanno ideato una nuova forma per mettere in pratica questo insegnamento: recitano l’Om, ma talvolta vanno a farlo anche in situazioni di tensione, come quella che c’era a Trieste. Penso che sia un bellissimo esempio di protesta pacifica attiva quindi, se fossi un sovversivo, vi direi: “Fatelo adesso, intorno alle basi NATO. Se mi invitate ci vengo anch’io. Siete un gruppo di migliaia di persone quindi perché non vi riunite ora a recitare i mantra davanti alle istituzioni?”

Suore, sacerdoti. Credete che Cristo sia contento della guerra nucleare? Se fossi un sovversivo vi direi: “Anche voi dovete protestare. Andate in piazza, formate dei cortei. Mettetevi in ginocchio e pregate a gran voce davanti ai palazzi del potere. Se non vi ascoltano toglietevi gli abiti sacri e dategli fuoco (come gesto simbolico) perché è così che finirà l’umanità se non si fermerà questa follia: bruciata nel fuoco dell’incendio nucleare”.

Alle centinaia di migliaia di persone che praticano yoga. Lo yoga è una scienza sacra, rendetegli onore. Se fossi un sovversivo direi: “Cari yogi di tutto il mondo, unitevi ed andate a praticare nei luoghi più nevralgici come forma di protesta pacifica. Spostate lì le vostre lezioni, due volte a settimana”.

Musicisti, cantanti. Mi ha tristemente stupito che fino ad oggi nessuno di voi abbia preso seriamente l’iniziativa di organizzare un grande evento o concerto contro la guerra nucleare, magari in collaborazione con altri artisti. Cosa state aspettando? Ho qualche conoscenza diretta in campo artistico, anche ad alti livelli, e da queste persone mi è stato detto: “Marco, ma che dici? Non lo sai che queste cose vengono organizzate dai manager, dalle etichette discografiche?” … E allora? Se i vostri manager non vi danno retta mandateli a quel paese, se le vostre etichette discografiche non hanno intenzione di organizzare niente minacciatele che straccerete il contratto. Organizzatevi da soli. Alzate il telefono e cominciate a contattare i vostri colleghi. Che etichetta discografica volete avere se scoppia la bomba atomica? È più importante la vostra carriera della fine del mondo?

Insomma, se fossi un sovversivo vi direi: “Popolo, è il momento di agire. Senza partiti politici, senza colori, ma con serietà e costanza. È ora di far sentire la nostra voce”.