Il popolo eletto
Marco Marsili
I popoli latini e i luoghi in cui vivono (Italia, Francia, Sud America ecc.) rappresentano la “Galilea dei gentili”, le terre dove l’antico popolo eletto oggi si è reincarnato. Il popolo eletto non è più quello ebraico perché ha ucciso il Messia, l’Unto (Mašīah in ebraico), la personificazione della Divinità, Adonay, il Signore. L’hanno ucciso per ragioni sciocche, meramente materiali e dottrinali, religiose e politiche; duemila anni fa il potere religioso ebraico, in combutta con il potere politico militare, ha deciso la morte del Messia ben sapendo che lo fosse. Non è vero che non l’avevano riconosciuto, in Giovanni 11,45-50 possiamo infatti leggere:
“Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto. Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione». Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera».”
Grazie ai suoi numerosi miracoli, dalla guarigione giornaliera di intere folle alla resurrezione di Lazzaro, Gesù faceva molto parlar di sé. Toccò anche gli interessi economici quando, arrabbiato, rovesciò i banchetti all’entrata del tempio di Gerusalemme e prese a cordate venditori e cambiavalute dicendo:
“«La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri».” Matteo 21,13
Infine, venne interpellato persino su questioni di natura politica:
“Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». A queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono.” Matteo 22,15-22
L’avevano dunque riconosciuto ma era un rivoluzionario scomodo a tutti i poteri forti, da quello religioso a quello economico e politico. L’hanno fatto fuori e sul suo corpo e s,ulla sua memoria hanno aperto -bottega. Oggi il popolo eletto, reincarnato nei popoli latini, aspetta il ritorno promesso del Messia. I segni ci sono, sta tornando; alcune persone hanno avuto esperienze spirituali mentre altre, come il grande stigmatizzato Giorgio Bongiovanni, l’hanno già incontrato fisicamente e hanno mangiato il pane a tavola con Lui, perché Gesù visita “i suoi” e le pecore riconoscono la voce del loro pastore.