Cosa rappresentano Eugenio Siragusa e l’Etna per Giorgio Bongiovanni?
Giorgio Bongiovanni
Pier Giorgio Caria: Prima ancora delle stigmate, la tua storia – e in un certo qual modo anche la mia – è iniziata in Sicilia tanti anni fa grazie a uomo che entrambi abbiamo amato, Eugenio Siragusa, e a un luogo ritenuto sacro sin dall’antichità: l’Etna. Che significato hanno avuto per te questi due elementi, agli inizi e oggi?
Giorgio Bongiovanni: Un significato emozionante: rappresentano le origini. La mia figliola Sonietta, che è stata cresciuta con i valori spirituali ma non ha mai conosciuto Eugenio, quando va sull’Etna con i suoi amici dice: “Qui è nato tutto, sono qui le nostre origini”. E ha ragione, è lì l’origine della mia famiglia. Pure mio fratello, che rispetto molto nonostante avesse un modo diverso dal mio, ha continuato ad andare avanti seguendo le origini, cioè Eugenio.
Eugenio dava molto fastidio al potere e per questo è stato denunciato e arrestato. Partiva sempre da tradimenti interni (la migliore via per il potere: infiltrarsi e ostacolarti dall’interno), ma poi la giustizia trionfava perché lui era innocente, come ha dimostrato.
Quindi è tutto per noi, inizia tutto lì. La montagna è sacra perché è dove tutti abbiamo avuto esperienze con gli extraterrestri, chi più da vicino e chi meno. È il nostro Sinai. Non lo dico perché lo so, ma ho ragione di credere che potrebbe addirittura atterrarci Gesù; certamente ci atterreranno le grandi astronavi.
Che ti devo dire? Quando vado sull’Etna è come se andassi sul Sinai: non ci posso andare scalzo, ma quella montagna meriterebbe che tu ci andassi scalzo.