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Denaro e debito pubblico

Pier Giorgio Caria

Denaro e debito pubblico

Pier Giorgio Caria

Queste sono tre cartemonete della storia d’Italia. Sulla prima, le 500 lire con il Mercurio alato,

troviamo le scritte “REPVBBLICA ITALIANA”, “BIGLIETTO DI STATO A CORSO LEGALE” e i ruoli con le relative firme di 3 funzionari di Stato, cioè di nostri rappresentanti. Questa cartamoneta non genera debito pubblico, zero.

A questo punto la gente dice: “Stampiamo quella!”. Eh, magari! Purtroppo qualcuno ha deciso che questa non dev’essere più stampata (e non siamo stati noi).

Questa moneta degli anni ’70 è stata una delle cause per cui Aldo Moro ha pagato con la vita. Lui conosceva la natura giuridica del denaro; si inventò una lira che non creasse debito e ne stampò a miliardi per finanziare i servizi a costo zero: ospedali, strade, scuole ecc.

Il denaro è un prodotto umano stampato in una stamperia (comunemente nella Zecca di Stato), non viene creato da Dio, e lui stampava denaro del popolo. “Non lo puoi fare”, gli ha detto il potere, e infatti Aldo Moro è stato ucciso dagli americani, in accordo con i sovietici e con la compiacenza dei politici italiani e dello stupido popolo italiano che non c’ha capito niente.

Aldo Moro sapeva la natura della schiavitù che produce il denaro e voleva liberare il popolo, ma gli è costato caro. Importante: tenete sempre presente che tutto ciò che viene scritto sulla moneta non è scritto a caso, ma ha un significato giuridico specifico, ne identifica la condizione giuridica.

Già la moneta successiva, infatti, subì una trasformazione giuridica importantissima che pesò sulla vita nostra e delle nostre famiglie, ma che nessuno ci spiegò: le scritte erano “BANCA D’ITALIA” e “PAGABILI A VISTA AL PORTATORE”.

Le firme erano di funzionari di banca (che non sono nostri rappresentanti) e sul retro c’era la scritta “LA LEGGE PUNISCE I FABBRICATORI E GLI SPACCIATORI DI BIGLIETTI FALSI”.

Non troviamo più, quindi, “Repubblica Italiana”, che siamo noi. Troviamo “Banca d’Italia”, che non è la banca della Repubblica, è una banca di privati. Attenti al gioco di parole: privati – privato; il privato priva; il privato toglie dal pubblico, te ne priva.

La moneta, che per sua norma è un istituto di diritto pubblico, qui subì una drammatica trasformazione della sua natura giuridica: questa è una moneta al 100% istituto di diritto pubblico, è denaro nostro (????????? ?° 1), mentre questa già non lo è più, lo è in parte (????????? ?° 2). La parte che non lo è genera debito; ergo, incomincia a crescere il debito pubblico.

La parte che non lo è genera debito; ergo, incomincia a crescere il debito pubblico. Nella moneta che utilizziamo noi oggi non c’è più nulla, né davanti né dietro:

nessuna scritta, nessuna qualifica, nessuna firma per esteso. C’è un autografo come nei quadri, “MDraghi”, e un simbolino molto piccolo che non ci hanno spiegato, ma che è ben conosciuto: il simbolo del Copyright.

“MDraghi”, quindi, è la firma di colui che rappresenta i proprietari privati che stampano la moneta che noi utilizziamo.

Come avete potuto vedere è stata realizzata, nell’arco di alcuni decenni, la trasformazione illegittima e illegale della moneta da istituto di diritto pubblico ad istituto di diritto privato protetto da copyright. Allora questo grafico è una menzogna,

un altro inganno per non farci capire la verità! Se la moneta che utilizziamo è privata, il nostro debito è tutto il denaro che esiste in Italia! Tutto il denaro che abbiamo in tasca, in banca o in posta è debito, non è ricchezza. Quanto denaro esiste in Italia?

Migliaia di miliardi; non 2.400, quelli sono solo gli interessi. L’Italia e tutta l’Europa sono indebitate con i signori banchieri delle BCE di tutto il denaro € che circola al loro interno. Se io vado in banca e faccio un prestito di € 100.000 poi dovrò restituire i 100.000 più gli interessi, ma se noi siamo indebitati di tutto il denaro che esiste in Italia i soldi degli interessi dove li prendiamo?

É un sistema di schiavitù, e loro stampando carta ci stanno portando via tutto. Stampare denaro a loro costa solo pochi centesimi, ma poi a noi i soldi li prestano al valore che c’è scritto sopra. Il costo di un biglietto da 5€, 100€ o 500€ per loro è quasi identico, ma per noi averne in tasca 5€ o 500€ non è la stessa cosa!

Ma vi rendete conto di come siamo combinati?!