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I poveri di spirito ed il giudizio universale

Pier Giorgio Caria

I poveri di spirito ed il giudizio universale

Pier Giorgio Caria

Domanda: Nella separazione del grano dalla gramigna ci sarà per i primi il Regno dei Cieli e per gli altri la morte seconda, ma non c’è una via di mezzo? Se sì, come potrebbe funzionare?

Pier Giorgio Caria: C’è la via di mezzo, ed è l’esperienza che andranno a vivere i poveri di spirito, ovvero quegli spiriti umani ancora giovani, con poca esperienza e poche incarnazioni. Queste entità sono incapaci di fare del male, ma sono anche incapaci, perché spiriti bambini, di comprendere le verità celesti

Duemila anni fa Gesù ha detto: “molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso (non le capireste). Quando però verrà lo Spirito di verità (il Paraclito), egli vi guiderà alla verità tutta intera”, questo perché dovevamo arrivare ad un’era dove l’uomo aveva scoperto la scienza per poter capire cose come il cosmo, gli extraterrestri ecc. Gesù dunque non giudica e non condanna un’entità spirituale che è a quel livello lì, perché è un bambino incapace, non può capire certe cose.

Questa categoria di spiriti non entrerà nel Regno ma non sarà nemmeno condannata, proseguirà la sua evoluzione in pianeti con società che permetteranno loro di svolgere tutte quelle esperienze di cui hanno ancora bisogno per crescere. Tutti gli altri condannati o salvati. 

Di fatto queste entità sono tra i salvati perché rientrano nelle beatitudini: “beati i poveri di spirito”. Non faranno la morte seconda e salveranno la loro evoluzione, ma non sono ancora abbastanza evoluti da entrare nel Regno. Vanno nel “Regno dei Cieli” in mondi dove non c’è lo schifo che c’è in questo pianeta perché non hanno colpa, sono innocenti, bambini. Per Regno dei Cieli intendiamo dunque anche altri mondi dove non c’è il peccato come c’è nel nostro.