La legge di Causa ed Effetto nei Vangeli
Pier Giorgio Caria
Da migliaia di anni nel nostro mondo c’è una realtà che non si riesce a sanare: viviamo tutti ignari delle Leggi che governano la creazione. Tutto ciò che è reputato religioso o spirituale è relegato ad un credo non meglio definito e non meglio conosciuto; un vago sentore che Dio esiste, che Gesù è buono e ci ha salvato, che bisogna confessarsi e andare a Messa a prendere la Comunione.
Tutta la realizzazione del cattolico medio è questa, nelle altre nazioni e nelle altre religioni la situazione è poco meglio. Pratichiamo una religione tradizionalista, ritualista e per sentito dire: la maggior parte dei cattolici, infatti, non conosce le Scritture, le ha sentite raccontare da preti, vescovi e Papi che ne hanno parlato e ne hanno letto a ripetizione solamente dei piccoli estratti.Il cattolico medio pensa che il Vangelo sia la storia della vita di Gesù, ma è vero solo in parte.
Il Vangelo è il testo nel quale Cristo, il Re dell’universo, il Figlio di Dio, spiega le Leggi che governano la creazione e la nostra stessa esistenza. Invece, noi viviamo in base ad un concetto di fortuna e sfortuna, di “è colpa di quello” o di quest’altro, cioè viviamo in una condizione disperata simile a quella di una persona che vuole fare un viaggio e si compra la macchina, ma non sa guidare e non conosce il codice della strada.
Siamo figli di genitori non emancipati, schiavi di un sistema che li e ci sfrutta e che genera altri schiavi a loro volta sfruttati, senza che nessuno ci insegni le regole. Cristo è il Maestro dei Maestri, l’iniziato più elevato della scienza dello spirito che l’umanità abbia mai avuto. Io rispetto tutti i Maestri (Buddha, Krishna ecc. sono tutti veri Maestri divini), ma solo Cristo è il Redentore. Cristo non era un religioso, non apparteneva a nessuna chiesa e non era un prete, era un Maestro che insegnava la Legge.
Chi l’ha ucciso infatti duemila anni fa? Chi lo ha consegnato alle guardie romane? I preti di allora. Ora, il mio Maestro può starmi simpatico o antipatico, gli posso voler bene oppure no, ma se non conosco la materia che Lui insegna quando arriverò agli esami di sicuro mi boccerà. Una delle Leggi che Cristo enuncia nel Vangelo è quella di causa ed effetto (legge karmica per gli orientali).
È una Legge scientifica perché produce i suoi effetti nella realtà tangibile, non solo nel mondo spirituale. Nello specifico, ci dice che l’universo è un’entità senziente che reagisce allo stimolo delle nostre azioni. Se io faccio un’azione l’universo la capisce (eticamente) e attraverso una serie di procedimenti scientifici fa accadere nella mia vita dei fatti compensativi agli effetti che la mia azione ha generato: se amo sarò amato, se odio sarò odiato, se do la vita avrò vita, se do la morte sarò ucciso.
“Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada”.
È questo l’ammonimento che Cristo fa a Pietro quando quest’ultimo, cercando di difenderlo dalle guardie guidate da Giuda che lo stavano arrestando, mozza con la spada l’orecchio di Malco. Quando una persona gli chiedeva di guarirlo Lui lo guariva, ma poi gli diceva:
“Non peccare più, perché non t’accada di peggio”.
Cosa ci ha voluto dire con questa frase? Che anche la malattia è frutto del peccato. Il peccato non è la violazione di un codice arbitrario che Dio, perché gli andava così, ha dato a Mosè. È la violazione della Legge di natura, tale per cui scientificamente l’universo reagisce e ci fa ammalare.
Cristo quindi non insegna dei credo, il cristianesimo non è una religione: è l’insegnamento più elevato, ad oggi, che sia mai stato dato dagli esseri superiori all’umanità di questo mondo. Che ne è stato di questo insegnamento?
La stessa casta che prima l’ha ucciso poi si è arrogata il diritto di commercio sul “marchio Cristo”, vendendolo secondo le proprie convenienze. Ed eccoci qui, invischiati in una religione che non insegna la Legge, ma un ritualismo che ormai da secoli portiamo avanti per inerzia (perché i nostri nonni l’hanno insegnato ai nostri genitori, che a loro volta l’hanno insegnato a noi; noi lo insegniamo ai nostri figli…).
Nel momento in cui realizzeremo profondamente che l’universo reagisce allo stimolo delle nostre azioni capiremo anche che questo ci ridà in mano il potere assoluto sulla nostra vita, staccandolo da ciò che fino a quel momento pensavamo potente. Nessuno potrà più togliercelo, solamente il Padre Eterno e suo Figlio (Loro infatti, in quanto padroni della Legge, possono superarla e manipolarla a proprio piacimento; per questo Cristo ha potuto andare contro le leggi di natura placando le tempeste, guarendo gli ammalati e resuscitando i morti).