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Yoga, ma con attivismo sociale

Marco Marsili

Yoga, ma con attivismo sociale

Marco Marsili

I Maestri Cosmici ci insegnano che la pratica di discipline che promuovono l’elevazione di se stessi attraverso un miglioramento del proprio piano psico-fisico e spirituale, che dal mio punto di vista sono più o meno fondamentali, non devono mai ed in nessun caso sostituirsi all’attivismo sociale, all’altruismo concreto. Essi, se da un lato riscontrano un sempre maggiore movimento di risveglio da parte dell’umanità occidentale, che è anche quella che avrebbe i mezzi materiali per cambiare le sorti del mondo, dall’altro constatano che spesso questo è solo un risveglio parziale perché incentrato molto su di sè: le persone iniziano a praticare yoga, meditazione, pranayama (respirazione controllata), un’alimentazione corretta ecc. e si illudono di essere a posto così; in realtà è un enorme inganno instillato dalla forze avverse (o demoniache) che fa diventare tutte queste discipline, se non accompagnate dall’attivismo sociale, un egoismo a tutti gli effetti.

Il nostro mentore Pier Giorgio Caria utilizza spesso questa semplice ed efficace metafora: la meditazione, lo yoga e tutte queste discipline importantissime sono la forza che tende la corda dell’arco, mentre l’azione concreta altruistica è la freccia che scocca e centra il bersaglio; l’una e l’altra cosa devono andare di pari passo, in armonia.

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Anche il grande Babaji di Hairakan ed i fratelli dello spazio hanno sottolineato come questa sia soprattutto l’epoca del Karma Yoga, dell’attivismo altruistico disinteressato

Yoga significa “unire” ed il Karma Yoga realizza questa azione su tre differenti piani:

  • in noi stessi, grazie alla connessione del nostro aspetto spirituale, mentale, animico e fisico;
  • nella relazione con il prossimo;
  • con Dio, il Grande Progettista.