Il contatto Extraterrestre, l’ultimo ammonimento
Giorgio Bongiovanni
Pier Giorgio Caria: Ricollegandoci alla tua osservazione sul fatto che Cristo ci promette la vita eterna e che, invece, i cristiani stessi hanno paura della morte, possiamo dire che mai come in questo momento storico, perlomeno nei tempi più recenti, questa mancanza di comprensione del messaggio di Cristo e di quanto questo sia pregnante nella realtà stia determinando, di fatto, quello che vediamo intorno a noi? È corretto dire che questa paura della morte nel mondo occidentale ha schiacciato qualsiasi altro tipo di sentimento dell’essere umano, violando le cose più elementari come la necessità dei bambini di stare insieme e di giocare?
Giorgio Bongiovanni: Assolutamente. C’è una sorpresa però: c’è una grande civiltà che vuole apparire al mondo in forma spettacolare e far vedere per qualche giorno un altro mondo, un altro Universo che non è il nostro, ma molto più bello.
Pier Giorgio Caria: Questo Universo ogni tanto appare, scompare, sembra un po’ giocare con noi, perché?
Giorgio Bongiovanni: Vuole prepararci. È come se tu buttassi nell’Oceano Pacifico una persona che desidera l’acqua più di ogni altra cosa, ma che non sa nuotare: affogherà. Bisognerà portarcela piano piano, così che inizi a nuotare.
Pier Giorgio Caria: Quindi ti aspetti cose eclatanti nel prossimo futuro?
Giorgio Bongiovanni: Sì, mi aspetto un contatto massivo tra gli Extraterrestri, civiltà di altri pianeti, e gli uomini. Lo aspetto come l’acqua perché io già l’ho vissuto, di fatto loro sono già qui, in mezzo a noi. Ci sono 7 milioni di Extraterrestri che circolano in mezzo a noi, come noi (cioè con il nostro stesso corpo, grazie alla loro capacità di materializzarsi), e che cercano di inculcare determinati valori a questa società. Non ce la faranno a fare tutto perché rischieranno di essere eliminati; interverranno i loro fratelli, manifestandosi a tutti pubblicamente, e il mondo finalmente si fermerà alcuni giorni per ascoltarli. Poi, non so che cosa sceglierà l’umanità, ma intanto ci sarà questa grandissima manifestazione.
Posso sbagliarmi, ma ti devi augurare che non mi sbaglio Pier, tu e tutti coloro che ti ascoltano, perché se mi dovessi sbagliare sarebbe la fine di questa umanità inesorabilmente.
Pier Giorgio Caria: Rispetto a questo evento?
Giorgio Bongiovanni: Rispetto al contatto fra gli Extraterrestri e la razza umana. Se mi dovessi sbagliare (clamorosamente, e lo ammetterei) vi darei un ultimo annuncio: “Non si manifesteranno, morirete”. E me ne vado, mi lascio morire.
Pier Giorgio Caria: Con la manifestazione di cui stai parlando ti riferisci a quella in cui questi esseri porteranno via gli eletti, così come è scritto in molti messaggi che tu stesso hai divulgato?
Giorgio Bongiovanni: No, questa manifestazione sarà precedente rispetto a quella del salvataggio degli eletti. Quella sarà un contatto forzato, lo dovrai vedere ma non potrai farci niente: se ti prendono bene, altrimenti ti attacchi… Mi riferisco ad un contatto pacifico, nel quale interverranno militarmente solo per bloccare eventuali reazioni (stupide, tra l’altro) delle forze armate della Terra, dove loro verranno a parlarci per qualche ora o giorno…
Pier Giorgio Caria: Quindi un ultimo avviso direttamente da loro.
Giorgio Bongiovanni: Sì, un ultimo avviso dove la scelta della non comunicazione o accettazione dei loro consigli per cambiare la nostra vita porterebbe alla nostra fine. Io penso e spero che il loro messaggio sarà accettato e che ci sarà un grande cambiamento. Comunque ce la battiamo, è una grande speranza. Se dovessero decidere di non manifestarsi, ed io sbagliarmi, non è che loro non esistono o che Dio non esiste: hanno deciso che l’umanità deve estinguersi e solo pochissime persone salvarsi. Non sarebbe una vittoria per me, sarebbe una grande sconfitta. Sarebbe la vittoria di Cristo, perché Cristo vincerà comunque, con 2, 10, o 1.000 persone. Sarebbe la grande sconfitta di tutti quegli esseri che non sono di questo mondo, che hanno dato la vita a questo mondo, e che alla fine si ritroverebbero con la sua distruzione.
Quindi, auguratevi che non mi sbaglio.