Paura del transumanesimo
Pier Giorgio Caria
Giorgio di Salvo:
In futuro avremo la fortuna di rimanere come siamo oppure saremo vittime dell’evoluzione tecnologica, del cosiddetto transumanesimo?
PIer Giorgio Caria:
A mio parere dire che sarebbe una fortuna se rimanessimo come siamo è assolutamente da incoscienti perché così come siamo non andiamo bene: ora come ora, infatti, siamo completamente conformati ad un sistema che distrugge la vita ed affama i popoli; se rimarremo così moriremo tutti.
Questo è un tipico esempio della cosiddetta tecnica della distrazione: viene esaltato un concetto, uno “spauracchio” che suscita nelle persone la paura verso un futuro ipotetico che non le fa nemmeno rendere conto dei propri problemi attuali, come il fatto di essere in realtà già state disumanizzate e sull’orlo di una catastrofe irreversibile. Il vero problema è che dobbiamo cambiare, rivedere il nostro stile di vita.
Non dobbiamo temere un futuro che non sappiamo nemmeno se ci sarà, dobbiamo avere paura del come siamo oggi: totalmente incapaci di reagire, unirci, essere sensibili, di organizzarci contro un potere criminale e delle situazioni che, di fatto, hanno già devastato la nostra vita e ci hanno tolto i diritti fondamentali.
Siamo ormai talmente abituati a vivere in questo carcere e a condurre una vita dipendente da un sistema che crea moneta dal nulla e che ci rende schiavi di pezzi di carta e numerini elettronici, che non ci rendiamo nemmeno conto che quello che dovrebbe spaventarci non è il nostro futuro, bensì la vita orrorifica del nostro presente.
Dobbiamo prendere coscienza che è necessario cambiare perché il mondo sta finendo. Non lo dicono più solo la Madonna o gli extraterrestri, ora lo dicono anche i nostri scienziati: se non ci sarà subito un cambio di rotta repentino il nostro pianeta non avrà futuro, entro il 2050 tutto il sistema ecologico morirà e noi con esso.
Ora noi non siamo umani, siamo dei pazzi scatenati in mano ad un’élite che ha fatto di noi dei mentecatti. Speriamo sempre che il potere cambi, ma non lo farà: il potere è l’espressione dei popoli, quindi se i popoli sono un branco di persone ignave, che non si oppongono a nulla ed accettano sempre tutto sperando che arrivi il salvatore di turno, le cose non cambieranno mai.
È il popolo che deve cambiare, che deve unirsi e rigettare certe cose; è il popolo che è numeroso e che ha, come dice la nostra Costituzione, il vero potere. Invece siamo come un branco di pecore belanti che hanno paura di tutto e sperano di essere lasciate in pace nel loro piccolo angolo di benessere mentre il resto del mondo soffre.
Ma il nostro benessere non durerà ancora per molto perché l’universo è dominato e regolato da Leggi perfettissime ed intravalicabili come quella di causa-effetto. L’Italia e i Paesi occidentali, nella situazione attuale, stanno già cominciando a raccogliere la tempesta che hanno seminato (“chi semina vento raccoglie tempesta”).
Abbiamo disperatamente bisogno di cambiare; gli extraterrestri non salveranno chi non si rimbocca le maniche e metterà le mani in pasta per cercare di risolvere i gravissimi problemi che ci stanno portando alla morte.
Non ci può essere il transumanesimo in un mondo morente, come ci arriviamo? Come arriveranno questi pazzi scatenati a fare la loro folle società, al cui confronto quella di George Orwell sembra la favoletta di Biancaneve e i 7 nani, se il mondo sta morendo? Non ci riusciranno.