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Il Santo Spirito ed il Suo Amore

Pier Giorgio Caria

Il Santo Spirito ed il Suo Amore

Pier Giorgio Caria

Domanda:
Qual è lo scopo dell’Intelligenza Creativa quando sceglie di creare migliaia di esseri? Perché ha bisogno di tutti noi?

Pier Giorgio Caria:
L’Intelligenza Creativa non ha bisogno di nessuno. Le Sue azioni sono dettate dall’amore, solo dall’amore; puri ed assoluti atti d’amore per condividere la felicità dell’esistere con il maggior numero possibile di esseri.
Un amore che si perpetua nella gioia di vivere se stesso, perché alla fine è sempre e solo Lui, il Santo Spirito, l’Increato Creatore, che si diversifica in un numero infinito di entità.
Tutti siamo uno, ma ognuno è consapevole anche di essere se stesso (altissima teologia cosmica).Il Santo Spirito è l’unico che ha il potere di cancellare tutta la creazione, Padre Adonay e Cristo compresi, perché anche loro sono stati creati. È l’unico che è sempre stato e che non è mai stato creato.
Lo abbiamo messo nell’ultimo posto della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo), ma dovrebbe essere il primo (Spirito Santo, Padre e Figlio), perché a Lui appartiene l’originario atto-movimento creativo.
La Sua prima manifestazione è stata come donna, perché ha “partorito” la creazione. Dopo ha creato il Tao, il maschio, che ha il compito di proteggere la femmina.
L’amore-donna, quindi, viene prima della giustizia-uomo, ma la giustizia protegge l’amore dalla ferocia dei criminali e dei delinquenti che ancora non hanno capito bene che Dio è meglio non sfidarlo.

Domanda:
Quindi lo scopo è l’amore?

Pier Giorgio Caria:
L’amore è la ragione unica, l’amore come puro atto di libera scelta. Dio non vuole essere amato per forza, aspetta che la creatura da Lui generata lo ami spontaneamente. Ha messo però delle regole per evitare che una di queste, in eccesso di carico karmico, degeneri all’infinito: in questo caso la Legge la blocca, la purifica, le fa capire l’errore che ha fatto, le fa capire che così non diventerà felice e, infine, la reindirizza.
La giustizia, quindi, è un atto di misericordia; un atto educativo, di recupero, non di punizione come ce lo presenta la Chiesa. Il Giudizio Universale è un grandioso atto d’amore per impedire che la razza umana si estingua totalmente rendendo vano il nostro millenario sforzo e lavoro evolutivo.
Dio non vuole che si perda la nostra fatica, vuole che si conservi. Cristo ci ha amato, ma prima che ci amasse il Figlio ci ha amato il Padre, perché è stato il Padre che ha deciso di mandarci il Figlio.
Dio ha manifestato ancor di più la sua infinita misericordia per noi nel momento in cui ha deciso di donarci il suo Figlio Unigenito, l’essere da Lui più amato. È stato crudele con il Figlio. Gesù, mentre sudava sangue per lo stress emotivo causato dalla paura di ciò che lo aspettava gli chiese:

“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!”

(qui Cristo era nella sua natura più umana, cosa che compete lo spirito quando si incarna). Invece Dio ha lasciato che lo fustigassero, che lo facessero a pezzi… ad un certo punto era carne viva che camminava, non aveva più un brandello di pelle addosso.
Quello che ci ha fatto vedere Mel Gibson in “La Passione di Cristo” non è tutto quello che gli hanno fatto perché, avendo dato Dio il permesso, le potenze infernali si sono scatenate nella loro forma più feroce.

Domanda:
Perché un unico Figlio? Perché ha creato l’Unigenito?

Pier Giorgio Caria:
Dio crea migliaia di spiriti, ma come androgino può generare un solo Figlio perfetto: un suo specchio, un suo doppio che nasce già di sesta dimensione e che non si deve evolvere (la sesta dimensione è la prima dimensione dove l’entità non può più peccare).
Lucifero era di quinta dimensione e ha sbagliato (i Cherubini non hanno ancora il perfetto amore a Dio, ma ne hanno la perfetta conoscenza e questo li può rendere arroganti).

Domanda:
Quindi in sesta dimensione c’è solo l’Unigenito?

Pier Giorgio Caria:
In sesta dimensione ci sono i Cristici. Tutti ci arriveremo: quando Cristo ci dice “voi siete dei e farete cose più grandi di me” intende che proseguendo nelle varie reincarnazioni supereremo anche la sesta dimensione e arriveremo alla settima, quella di Dio; ci sta dicendo che quando saremo in settima faremo cose più grandi di quelle che ha fatto Lui mentre era in sesta, cioè mentre era un Serafino.
Questo è il vero significato teologico, ma purtroppo la Chiesa non lo sa spiegare.