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La destrutturazione della personalità

Pier Giorgio Caria

Domanda di Marco Marsili:
Che cos’è la “destrutturazione della personalità”?

Pier Giorgio Caria:
La destrutturazione della personalità è il toglierci tutte le abitudini dannose ed involutive e rivestirci di nuove abitudini, di nuovi modi di fare evolutivi. Dicendo questo ho detto una cosa estremamente semplice, ma che racchiude una complessità scientifica abbastanza vasta perché la destrutturazione è un processo estremamente doloroso per l’essere umano (e quando parlo di essere umano parlo di spirito).

Il processo di crescita dell’essere umano, che avviene nel triplice settenario e si conclude a 21 anni, ingabbia noi (spirito-intelligenza) all’interno di una struttura fisica e di una struttura animica; due esoscheletri, chiamiamoli così, che diventano automatismi che ci condizionano ad eseguire e a pensare in un certo modo.
Per lo spirito liberarsi da queste abitudini, liberarsi da queste forme espressive della propria natura sul piano fisico, animico ed intellettuale, è molto doloroso.
Quella frase in cui il Signore dice “lascia tutto e seguimi” racchiude una profondità scientifica che solo oggi poteva essere capita.

Lasciare tutto non è tanto lasciare un conto in banca, un’automobile o una casa: quello tutto sommato si potrebbe anche fare. Lasciare tutto vuol dire abbandonare le parti più intime di tutte quelle strutture che determinano l’espressione di quella che noi chiamiamo personalità.
La personalità viene costruita dalla società, dall’educazione, dall’informazione, dagli usi e costumi, dalle consuetudini, dalle tradizioni ecc. e noi, alla fine, ci identifichiamo in essa, ma è sbagliato, noi non siamo la personalità!
Questo inganno porta tante persone a dire: “Eh, ma io sono fatto/a così”, forse l’avrò detto anch’io in passato. Ma noi non siamo fatti/e così, ci siamo formati in questo modo a seconda degli stimoli che abbiamo ricevuto nella nostra vita, stimoli che poi diventano abitudini, consuetudini, diventano struttura-personalità.

È così che si crea la gabbia cristallizzata dalla quale non riusciamo più a scappare, e lo vediamo benissimo nell’incapacità che ha l’essere umano medio, a causa dell’informazione sbagliata che ha ricevuto, di porre mano ai gravissimi problemi che lo angustiano.
Ad esempio l’economia: l’essere umano normale, ragionando in termini di vita, non ce la fa a pensare che il denaro sia inutile. Il denaro è contemplato come essenza stessa della possibilità espressiva dell’essere umano. Ma se il denaro è un fatto umano, cioè è un’organizzazione ed una consuetudine umana, può essere cambiato. Ora, siccome il denaro produce enorme sofferenza (estrema ricchezza da una parte ed enorme miseria dall’altra), perché non ci sediamo tutti intorno ad un tavolo e ragioniamo su come cambiare questo sistema?

Sembra che il denaro esista a prescindere dall’uomo, ma è sbagliato: se togliamo l’uomo il valore non c’è più! Mi spiego meglio: se io prendo tutto l’oro, i diamanti ed il denaro del mondo e li metto in mezzo ad un gruppo di scimmie tutta quella roba lì per loro non avrà alcun valore, continueranno solo che a mangiarsi le banane. Il valore lo creiamo noi, se non c’è l’essere umano non c’è valore. Per deduzione logica, quindi, l’essere umano è il valore più alto. Invece noi, addirittura entità divine ed eterne, ci siamo prostituiti a fare una vita da miserabili, inutile e di sofferenza, a causa di una creazione umana.

Perché non ce la facciamo?

Perché l’indottrinamento che riceviamo fin da bambini ci fa pensare al denaro come a qualcosa di essenziale, qualcosa senza il quale l’uomo non può sopravvivere. Un inganno! L’esistenza del denaro ci mette nelle mani, come schiavi, di coloro che il denaro lo fabbricano (perché il denaro viene fabbricato, è un qualcosa di umano).
In questi giorni si discute tanto delle misure che il governo deve prendere in relazione alla crisi economica creata dal coronavirus.

Discussioni sugli eurobond, sui coronabond, sul MES… su un mucchio di stupidaggini. Ma scusate, non avete sentito che qualche anno fa Mario Draghi ha detto che la BCE ha risorse illimitate? Se la BCE ha risorse illimitate vuol dire che non c’è un problema economico; se esiste un problema economico è solo perché qualcuno non vuole che queste risorse illimitate siano messe a nostra disposizione.

Mi sembra di avere a che fare con un branco di pazzi che non capiscono l’evidenza dei fatti… A quali obblighi deve sottostare per es. Giuseppe Conte per cui lui, con il governo, non può emettere e rendere disponibili agli italiani dei titoli di stato tali per cui gli italiani stessi poi, attraverso il risparmio e l’investimento nei titoli, possano pagarsi la rinascita? Perché in Italia esiste un fondo personale di risparmio che è oltre i 4.000 miliardi, una cifra enorme! E noi sempre pronti ad andare dallo strozzino: 400 miliardi lì, 1.000 miliardi là, ma sempre a prestito, cioè continuando ad indebitare noi e tutte le generazioni future.

Un gruppo di saggi in Italia ha proposto un Piano di Salvezza Nazionale basato solo sul risparmio privato italiano, cioè a debito zero, perché il governo non lo fa? Perché il popolo non protesta chiedendo che venga adottata questa misura? Perché siamo un branco di ignoranti che non capiscono nulla e che accettano come verità rivelate tutte le loro menzogne e tutti i loro inganni. Posso anche presumere che lo stesso Giuseppe Conte, che comunque è una persona abbiente nata all’interno di questa società, non riesca ad immaginare un modo diverso di salvare l’Italia e gli italiani, ma, se devo ragionare in termini di legge di causa ed effetto, un popolo ignavo si merita i governanti che ha.

Ecco quindi quant’è complicato il problema della destrutturazione: noi, a causa delle consuetudini che accettiamo come verità rivelate, non riusciamo a lasciare tutte le abitudini sbagliate che ci fanno stare male e che ci fanno soffrire fino alla morte, non riusciamo a destrutturarci.
La destrutturazione passa per quelle cose che ci ha insegnato il Signore nel Vangelo e per la nuova iniziazione che è stata data nel tempo della Rivelazione, cioè nel tempo del Paraclito, lo Spirito di Verità, e che è questo.