Gesù è uno scienziato super moderno
Pier Giorgio Caria
Gesù, duemila anni fa, era un uomo ipermoderno, un grande scienziato.
Quando saliva sulle astronavi si toglieva la tunica e si metteva la tuta spaziale.
In alcuni film di Star Trek si vedono gli astronauti della Enterprise che scendono in mondi primitivi e che si mimetizzano per girare in mezzo alla folla. Gesù è così: un uomo modernissimo, tecnologico, che conosce la fisica, l’elettronica, l’elettrotecnica, i touchscreen, e che, quando scendeva dall’astronave, si toglieva la tuta e si rivestiva della tunica e dei costumi dell’epoca.
Ora, so che magari qualche benpensante bigotto si potrebbe stracciare le vesti, ma questo è, e l’umanità rimarrà scioccata di fronte all’evidenza di questi fatti. Gesù era portatore di una scienza che è lontana dalla nostra miliardi di anni tanto è evoluta. Stiamo parlando di un personaggio che non è stato capito, che è stato totalmente fatto a pezzi da una Chiesa che si è corrotta e si è venduta per il potere.
Quando Gesù/Cristo deve manifestarsi in un pianeta ha bisogno di un’équipe di specialisti: sociologi, letterati, e varie specializzazioni in relazione al tipo di lavoro che deve fare in una determinata società. Indica fra le sue innumerevoli milizie celesti gli specialisti che gli servono e li arruola dicendogli: “Vieni con me, perché dobbiamo fare questa missione in quel mondo”. E a Cristo non è facile dire di no… Nel Vangelo c’è scritto “Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?”, ma qualcuno se l’è portato dietro, si è incarnato con Lui.
Alcuni specialisti, quindi, vengono chiamati da Cristo, mentre altri si propongono volontariamente: le missioni fatte con Lui, infatti, rappresentano occasioni super ghiotte per avere un’accelerazione evolutiva straordinaria grazie al dinamismo particolare in cui si entra rinunciando al benessere dei mondi evoluti per incarnarsi in pianeti con società bestiali, schifose, corrotte, violente, criminali, assassine e drogate come quelle sulla Terra.
Rinunciano, quindi, ad un bene straordinario, ma lo fanno per amore, e perché dopo millenni che stai bene, magari, hai bisogno di adrenalina. Per lo meno questa è un’esperienza che ho, sono fatti che conosco: ad un certo punto hai voglia di farti un bel gioco di ruolo, incarnarti nella figura di un missionario che viene da altri mondi e che si riveste di abiti umani per vivere quella guerra, quella battaglia che ti dà adrenalina, nonostante porti anche sofferenza, scoramento e dispiaceri.
La carne, alla fine, è solo un grande scenario da videogioco, dentro c’è l’entità immortale.
Questi esseri quando si incarnano perdono la coscienza, gli rimane dentro istintiva e quindi cercano di riappropriarsene, entrando in un gioco di ruolo vero e proprio dove rischiano anche di sbagliare e di rimanere temporaneamente prigionieri nelle dimensioni inferiori. Ribadisco però, che è talmente ghiotta la chiamata che fa Cristo, e la conseguente opportunità di accelerare la propria evoluzione, che ci sono esseri che chiedono proprio di arruolarsi, dicono: “Voglio andare anch’io sulla Terra a vivere questa grande avventura, questa bellissima preparazione alla manifestazione di Dio attraverso il Ritorno di Cristo”.