La vera natura di Marte che la NASA nasconde
Pier Giorgio Caria
Giorgio Di Salvo: Un nostro amico ha scritto: “#Marte è attualmente abitato? Ci sono città sotterranee sul pianeta rosso?”
Pier Giorgio Caria: Marte è abitato nella 4ª dimensione, che ha frequenze diverse dalla nostra e che quindi non vediamo. Ma Marte ha vita. Se cerchiamo le foto scattate dal telescopio spaziale Hubble scopriremo che Marte ha due facce: quella desertica che ci fanno sempre vedere e quella tutta scura, coperta di foreste, che non ci fanno mai vedere. Esistono molte foto della vegetazione e degli animali marziani.
Giorgio Di Salvo: Credo che tu sia stato uno dei primi a far vedere la fotografia dei reali colori del “pianeta rosso”.
Pier Giorgio Caria: Oltreoceano questa verità cominciò a emergere già negli anni ’90. Io ne venni a conoscenza grazie ai viaggi che feci per partecipare a convegni e ricerche negli Stati Uniti. Poi, con lo sviluppo di Internet e delle capacità di elaborazione fotografica ho potuto accertare personalmente, scaricando le foto ufficiali della #Nasa, che è davvero così: Marte è rosso, ma il cielo è azzurro e c’è atmosfera. Su Marte piove, nevica, c’è vento… Tutte cose facilmente verificabili.
Andando a spulciare negli archivi della Nasa si trova una marea di roba. Ad esempio, c’è tantissima archeologia perché 100 milioni di anni fa Marte era abitato da una civiltà che, dal punto di vista fisico, era identica ai maya (di razza rossa). Indossavano abbigliamento di tipo classico, stile greco-romano. Questa civiltà fu devastata dall’impatto di un gigantesco asteroide, che a sua volta era parte dell’esplosione di un grande pianeta del nostro sistema solare in cui gli abitanti si autodistrussero a causa dell’errato uso dell’energia nucleare (cosa che, purtroppo, ci stiamo approssimando a ripetere anche noi). Il principe Pacal Votan, che sulla tomba della piramide di Palenque è raffigurato seduto su una motoretta spaziale, è uno degli scampati alla catastrofe che vennero sulla Terra con i mezzi già progrediti che quella civiltà possedeva. Marte è piena di rovine, di tecnologia buttata a terra. Ci sono foto dove si vedono cadaveri di marziani nelle posizioni tipiche che abbiamo visto anche in altri luoghi dove avvennero grandi disastri, come Pompei.
Nel punto dove impattò l’asteroide si creò lo squarcio di quella che oggi è conosciuta come Valles Marineris. Lo si può verificare geologicamente perché nella parte diametralmente opposta sono nati tre grandi vulcani: la forza della collisione spinse il magma a fuoriuscire dall’altra parte. Per quello che si sa, oggi su Marte non c’è più attività vulcanica.
La parte desertica che ci mostrano è la faccia del pianeta che è stata quasi sterilizzata dal terribile calore sviluppato dall’impatto dell’asteroide, ma l’altra faccia di Marte è strapiena di vegetazione. Vi invito ad andare a cercare le foto dove si vede molto chiaramente che una parte del pianeta è scura. Grazie alle foto ravvicinate di varie sonde si riescono a distinguere anche corsi d’acqua e bacini tipo stagni. Non sono tantissime, perché stanno molto attenti a mettere in giro questo materiale, che poi ovviamente la Nasa smentisce, ma basta fare un po’ di ricerca e si scopriranno un sacco di cose. Ad esempio, oggi ci dicono che sulla Luna c’è l’acqua, ma è una cosa che gli extraterrestri avevano detto ad Eugenio Siragusa tantissimi anni fa e che io so già da trent’anni. Il contattista Howard Menger, che c’è stato portato prima dei nostri viaggi spaziali, ci ha raccontato che in certi ambienti lunari c’è acqua, pressione e, grazie a motivi strutturali particolari del nostro satellite, atmosfera nel sottosuolo e quindi aria per respirare.