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Si avvicina un nuovo diluvio

Giorgio Bongiovanni

Si avvicina un nuovo diluvio

Giorgio Bongiovanni

Pier Giorgio Caria: Oggi che siamo in questa terribile fase autodistruttiva, che consiglio possiamo dare alle persone che vogliono cercare di incominciare a camminare all’interno di questa grande conoscenza che, se compresa, può dare all’uomo non solo la soluzione ai problemi “spirituali”, ma anche la soluzione ai problemi materiali?

Giorgio Bongiovanni: Studiare. Lasciare tutto, tranne il lavoro che serve per continuare a mantenere se stessi e la propria famiglia, ed iniziare a studiare, non perdere più tempo. Studiare per es. gli insegnamenti di Gesù Cristo, che secondo me sono i più rapidi, i più veloci, i più istantanei, ma anche i più crudi, perché non chiedono soddisfacimento materiale e spirituale, chiedono solo soddisfacimento interiore.

Di tempo non ce n’è molto quindi bisogna fare un’università iniziatica veloce. Una volta che ci si mette a studiare i Vangeli, i messaggi spirituali, determinati concetti filosofici, la metafisica e la scienza dello spirito si inizia ad intraprendere un percorso di vita diverso, anche alimentare se volete, e si hanno delle speranze. Ma se voi fate un tentativo di approccio a questa Verità “blando” o lo fate solo perché avete paura e volete salvarvi, vi brucerete e soccomberete prima del tempo. In questo caso è meglio che lasciate perdere. Se invece sentite una chiamata interiore che vi dice di dover cambiare, iniziate a studiare. Abbiamo tanti testi, anche molto rapidi: messaggi che si comprendono in meno di una settimana che già ti dicono che cosa dovresti fare, basta avere la volontà di farlo. Ma se non sei animato dal sentimento dell’amore e da un senso di libertà (giustizia), se non sei animato dall’aiutare chi non ha voce (rivoluzione), lasciate perdere, rientrerete nel destino comune di tutti quelli che io vedo soccombere.

Se mi fai la domanda: “Che visioni profetiche hai negli ultimi mesi, anni o settimane?” Vedo soccombere milioni e milioni di persone, ed io non posso fare assolutamente niente. Posso eventualmente far entrare nell’arca di Noè (simbolicamente lo dico) quelli che ci vogliono entrare. Il Noè di 14.000 anni fa è stato fortunato perché Dio gli ha indicato le persone, mentre il Noè di adesso ha un problema più grave: le persone non vogliono entrare.

Pier Giorgio Caria: Quindi l’arca rimane vuota, non viene riempita?

Giorgio Bongiovanni: No. […] Vedo che l’umanità non vuole vivere, lo sento, e non mi capacito di come non faccia a capire che la Terra nella quale vive è un essere vivente che ha bisogno di essere amato. Anche il caso del Covid mi ha sconcertato: non l’ha capito nessuno che questo virus è una reazione della Terra al virus-uomo che la sta uccidendo. Forse tu e pochissimi altri personaggi televisivi e che fanno divulgazione avete capito questo e l’importanza di studiare il perché di questa pandemia.

In televisione io ho sentito solo il grande giornalista Andrea Purgatori, in un programma, sebbene nazionale, dimenticato da tutti, parlare dell’integrazione della vita in tutto il sistema planetario e dire che la Terra è di fatto un essere vivo che reagisce. I potenti, le Chiese, hanno ignorato tutto. Il grido nel deserto del Papa che ha detto “stiamo attaccando la Madre Terra”, chi lo ha ascoltato? Non è stato nemmeno commentato.

Quindi vedo un altro diluvio universale.